Genova-Misurata, l’asse geopolitico che unisce Europa e Africa

20 Giugno 2026

Falteri: «Obiettivo comune creare un corridoio logistico stabile per favorire investimenti e crescita industriale»

Davide Falteri, presidente nazionale di Federlogistica è intervenuto al Meeting Genova Misurata Free Zone, l’8 giugno 2026.

Presidente, ridurre il dibattito sulle Free Zone e sulle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) a una mera questione di tecnicismi doganali o di agevolazioni fiscali sarebbe un errore miope. Come si è trasformata oggi la logistica?

Oggi la logistica ha dismesso definitivamente i panni di comparto di servizio per assumere quelli di un formidabile strumento di proiezione geopolitica. Negli ultimi cinque anni il quadro globale è mutato con una velocità senza precedenti: la pandemia ha scardinato le vecchie catene del valore, la crisi ucraina ha ridisegnato i flussi energetici e le recenti, persistenti tensioni nel Mar Rosso hanno ricordato al mondo l’importanza cruciale del controllo delle rotte marittime.

In questo scenario di “guerra fredda” tecnologica ed economica tra blocchi, in particolare tra Stati Uniti e Cina, chi controlla le infrastrutture, i dati e i corridoi logistici controlla la ricchezza globale. La competizione non è più una gara tra singoli scali marittimi per accaparrarsi qualche container in più: a sfidarsi sono interi sistemi territoriali, ecosistemi industriali, nazioni.

La carta geografica non basta più: serve la velocità amministrativa

Nela nuova mappa del potere economico che ruolo ha Genova?

Genova vanta un posizionamento che pochi altri hub europei possono replicare. Il capoluogo ligure è la porta naturale del Mediterraneo verso il cuore produttivo del Vecchio Continente, terminale meridionale di quei corridoi commerciali che alimentano i mercati di Svizzera, Germania, Austria e dell’Europa Centrale.

Tuttavia, la storia insegna che la geografia offre opportunità, ma non garantisce automaticamente i risultati. I risultati sono figli delle scelte politiche e strategiche. È in questo solco che si inserisce la necessità di una vera Free Zone genovese e l’accelerazione sulla ZLS ligure. Questi strumenti servono ad attrarre capitali, innovazione e competenze.

Quali sono le priorità di un investitore?

Oggi un investitore internazionale non sceglie un porto solo in base alla modernità delle sue banchine o alla potenza delle sue gru; sceglie il luogo in cui i tempi decisionali sono certi e le procedure burocratiche sono snelle. Competitori come Barcellona, Valencia, Tanger Med, il Pireo, Rotterdam o Dubai lo hanno capito da tempo: la velocità amministrativa è diventata un fattore competitivo primario.

Genova non può più permettersi di considerare il proprio porto come un’infrastruttura isolata. Lo scalo deve essere il fulcro di una rete integrata che connetta retroporti, interporti, ferrovie, autostrade, piattaforme digitali, università e centri di ricerca d’eccellenza come l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Solo trasformando queste singole eccellenze in una strategia unitaria la Liguria potrà evitare il rischio di essere superata da territori che corrono più velocemente.

Il fattore Misurata: la sponda complementare

Il Mediterraneo è tornato prepotentemente al centro degli equilibri mondiali per i traffici di merci ed energia ma anche per il passaggio dei cavi sottomarini digitali e per la sicurezza internazionale. Il Meeting Genova-Misurata disegna un asse geografico fondamentale.

In questa ritrovata centralità, la cooperazione strategica con la Free Zone di Misurata (foto) assume un significato che va ben oltre il semplice accordo commerciale tra porti. La Libia rappresenta lo snodo geopolitico del Mediterraneo centrale e la via d’accesso naturale verso l’Africa subsahariana, il continente che nei prossimi vent’anni registrerà la crescita demografica ed economica più imponente del pianeta.

In quest’ottica, Genova e Misurata non sono competitor, ma realtà perfettamente complementari: se la prima è la porta d’accesso meridionale dell’Europa, la seconda è la porta settentrionale dell’Africa. L’obiettivo comune deve essere la creazione di un corridoio logistico stabile, capace di favorire investimenti bilaterali e crescita industriale.

Le 7 proposte operative di Federlogistica

Lei ha lanciato 7 proposte operative.

Per tradurre la visione teorica in realtà, Federlogistica ha tracciato un programma di lavoro concreto, articolato in sette punti chiave per il sistema logistico ed economico ligure e nazionale:

1. Corridoio logistico Genova–Misurata. Istituzione immediata di un tavolo tecnico permanente tra Federlogistica, Spediporto e la Free Zone di Misurata. L’obiettivo è mappare i flussi di traffico e potenziali, coinvolgendo gli armatori per strutturare una linea marittima regolare e stabile.

2. Fast Corridor Doganale. Avvio di una collaborazione stretta tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) italiana e le autorità doganali libiche. Attraverso la digitalizzazione delle procedure e l’adozione del pre-clearing documentale prima dell’arrivo delle navi in banchina, si punta ad abbattere drasticamente tempi e costi di sdoganamento.

3. Polo Italia per l’Africa del Nord. Configurare Genova come l’hub di consolidamento delle merci per le piccole e medie imprese italiane interessate a esportare in Libia e nel resto del Nord Africa, offrendo un pacchetto integrato di servizi doganali, di trasporto, assicurativi e di consulenza.

4. Formazione e trasferimento di Know-How. Siglare un accordo quadro che coinvolga l’Università di Genova, gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) e le istituzioni formative di Misurata per dare vita a programmi di scambio, stage e corsi di specializzazione per i manager logistici e gli operatori portuali del futuro.

5. Digitalizzazione della Supply Chain. Sfruttare le competenze di Liguria Digitale e del comparto ICT del territorio per implementare corridoi digitali e sistemi di tracciabilità delle merci in tempo reale, un tema particolarmente strategico e gradito agli investitori internazionali e all’Unione Europea.

6. Attrazione di investimenti industriali. organizzare roadshow congiunti, sia in Italia che all’estero, per presentare le opportunità economiche dell’asse Genova-Misurata, puntando ad attrarre non solo flussi di transito, ma veri e propri insediamenti produttivi nei settori della manifattura e dell’energia.

7. Cabina di regia Mediterranea. Lanciare la proposta di istituire, entro il 2026, il “Mediterranean Logistics & Free Zone Forum”. Una piattaforma di governance che riunisca annualmente, alternandosi tra Italia e Libia, tutti i principali attori istituzionali ed economici coinvolti (Comuni, Camere di Commercio, Autorità Portuali, Università e Dogane) per monitorare i progressi del progetto: la costruzione della fiducia e di solide relazioni economiche tra i popoli richiede anni di lavoro e una visione comune. La scommessa, per Genova e per l’intero sistema Paese, è farsi trovare pronti per guidare lo sviluppo dei prossimi decenni.