Dieci priorità per costruire la competitività del Paese nei prossimi dieci anni
“La logistica non è un comparto produttivo tra gli altri. È il sistema che rende possibile la crescita dell’industria, del commercio, dell’export e dell’intera economia italiana.”
Un nuovo patto tra istituzioni e imprese
L’Italia possiede tutte le caratteristiche per rafforzare il proprio ruolo nel commercio internazionale. Una manifattura tra le più forti d’Europa. Una posizione geografica strategica. Imprese innovative. Competenze riconosciute nel mondo. Un sistema portuale diffuso. Una rete di piccole e medie imprese unica.
Ciò che spesso manca è una visione unitaria.
Per questo Federlogistica propone un Manifesto della Logistica italiana, aperto al contributo delle istituzioni, delle imprese, delle università, delle organizzazioni sindacali e del mondo della ricerca.
Non un documento di categoria. Ma una proposta di politica economica.
1. La logistica deve entrare nella politica industriale nazionale
La logistica non può più essere considerata esclusivamente una materia tecnica.
Ogni scelta industriale, energetica, commerciale e infrastrutturale produce effetti diretti sulla competitività delle filiere.
Serve una regia nazionale stabile.
2. Semplificare il sistema Paese
Ridurre i tempi autorizzativi. Digitalizzare integralmente i procedimenti. Uniformare le interpretazioni normative.
La velocità amministrativa è oggi un vantaggio competitivo.
3. Investire nelle persone
Il capitale umano rappresenta la principale infrastruttura del prossimo decennio.
Occorre rafforzare: ITS Academy; Università; formazione continua; riqualificazione professionale; orientamento scolastico; collegamento stabile tra imprese e sistema educativo.
4. Accelerare la trasformazione digitale
Intelligenza artificiale. Cybersecurity. Interoperabilità. Port Community System. Digital Twin. Blockchain.
L’innovazione deve diventare patrimonio dell’intera filiera, non soltanto delle grandi imprese.
5. Costruire una logistica sostenibile
La sostenibilità deve essere affrontata come leva di competitività. Non come semplice adempimento.
Servono investimenti in: intermodalità; carburanti alternativi; efficienza energetica; economia circolare; riduzione delle emissioni.
6. Rafforzare la resilienza delle filiere
Le recenti crisi hanno dimostrato che la sicurezza economica dipende dalla capacità di garantire continuità alle catene di approvvigionamento.
Occorre costruire filiere più robuste, diversificate e integrate.
7. Sostenere l’internazionalizzazione
Le imprese italiane devono essere accompagnate nei mercati internazionali attraverso:
diplomazia economica; missioni imprenditoriali; accordi di cooperazione; reti internazionali; strumenti finanziari dedicati.
8. Valorizzare l’economia del mare
Porti, cantieristica, shipping, nautica, turismo, ricerca e logistica devono essere considerati un’unica filiera strategica.
Il mare rappresenta uno dei principali fattori competitivi dell’Italia.
9. Favorire gli investimenti
Ogni investimento produttivo richiede: stabilità normativa; tempi certi; infrastrutture efficienti; energia competitiva; capitale umano qualificato.
Attrarre investimenti significa creare sviluppo stabile.
10. Costruire una cultura della logistica
La logistica deve uscire dagli addetti ai lavori.
Deve entrare nel dibattito economico nazionale. Nelle università. Nelle scuole. Nei media. Nella politica.
Perché parlare di logistica significa parlare di industria, export, lavoro e crescita.
Una responsabilità condivisa
Il futuro della logistica italiana non dipenderà esclusivamente dalle imprese.
Dipenderà dalla capacità di costruire un’alleanza stabile tra: Governo; Parlamento; Regioni; Autorità di Sistema Portuale; Comuni; Università; Centri di ricerca; Sistema finanziario; Imprese; Organizzazioni di rappresentanza.
Le grandi trasformazioni economiche non possono essere affrontate da un solo soggetto.
Richiedono una responsabilità collettiva.

L’opinione di Federico Pittaluga
“La sfida principale è coniugare crescita dei traffici ed efficienza operativa. Oggi gli operatori devono affrontare costi crescenti, congestione infrastrutturale, crescente pressione competitiva e la necessità di investire nella sostenibilità e nell’innovazione. Il nostro obiettivo è contribuire a costruire una filiera più efficiente, resiliente e sostenibile a beneficio di tutto il mercato”.
Federico Pittaluga, MD Medlog Italia

