La sostenibilità che crea valore

21 Agosto 2026

La transizione ecologica non è più un costo. È il nuovo motore della competitività industriale

“Le imprese che considerano la sostenibilità un obbligo normativo arriveranno seconde. Quelle che la trasformeranno in strategia guideranno i mercati.”

È cambiato il paradigma

Per molti anni sostenibilità e competitività sono state presentate come obiettivi contrapposti. Da una parte la crescita. Dall’altra l’ambiente.

Oggi questa contrapposizione non esiste più. La sostenibilità è diventata una variabile economica.

Le imprese vengono valutate dagli investitori anche per il loro impatto ambientale. Le banche collegano sempre più frequentemente il credito agli indicatori ESG. Le grandi multinazionali selezionano i fornitori sulla base delle emissioni prodotte lungo la filiera.

La competitività passa anche da qui.

Dall’obbligo all’opportunità

Le imprese più innovative stanno utilizzando la sostenibilità come leva per ridurre i costi energetici, migliorare la produttività, attrarre investimenti, aumentare la reputazione, accedere a nuovi mercati e fidelizzare clienti sempre più attenti ai temi ambientali.

La logistica al centro della transizione

Il settore logistico è destinato a cambiare maggiormente.

Decarbonizzazione dei trasporti. Nuovi carburanti. Biometano. Idrogeno. E-fuels. Elettrificazione delle flotte. Porti a basse emissioni. Cold ironing. Efficienza energetica. Comunità energetiche. Produzione da fonti rinnovabili. Digitalizzazione dei consumi. Intermodalità.

Ogni tonnellata trasferita dalla strada alla ferrovia o al mare riduce emissioni, congestione e costi esterni.

L’intermodalità è una scelta ambientale, ma soprattutto economica.

ESG: da adempimento a vantaggio competitivo

Environmental. Social. Governance.

L’ESG è uno dei nuovi linguaggi dell’economia internazionale. Significa sicurezza sul lavoro, formazione continua, inclusione, welfare aziendale, parità di opportunità e attrazione dei talenti.

Le imprese che investono sulle persone sono anche quelle più innovative e produttive.

La transizione verde e quella digitale non sono due percorsi separati: sono parte della stessa trasformazione industriale.

L’opinione di Gianfranco Tiezzi

«Il futuro della logistica terrestre sarà guidato da alcuni fattori principali: digitalizzazione, sostenibilità, aggregazioni e intermodalità. L’AI diventerà operativa – all’interno delle varie piattaforme nazionali ed europee – facilitando le attività, ottimizzando percorsi, gestendo la manutenzione predittiva e la definizione dinamica dei prezzi. La decarbonizzazione è una priorità. La flotta si sta già rinnovando, con veicoli a biodiesel e con veicoli elettrici che hanno già percorso oltre 5 milioni di km. Pur permanendo una quota di piccole imprese sarà un obbligo, per evitare fallimenti e concorrenza sleale, attivare processi di aggregazione e concentrazione tra le imprese per aumentare massa critica, produttività, redditività e sicurezza stradale. Dovranno essere sviluppate politiche utili a favorire l’integrazione operativa tra gomma, rotaia e mare. In Italia, i corridoi terrestri sono trainati dall’e-commerce. Il mercato, pur con incertezze, è in crescita: nel 2025 ha raggiunto i 440 miliardi di euro (+1,4%) e si prevede un’espansione media annua dell’1,9% fino al 2030».

Gianfranco Tiezzi, Direttore FAI Liguria