Abbattuto il 21 maggio l’ultimo diaframma nella tratta più complessa del Terzo Valico
Genova-Milano – Un altro passo decisivo, forse il più difficile e temuto dal punto di vista ingegneristico, è stato compiuto nel cuore dei cantieri del Terzo Valico dei Giovi.
Nella mattinata del 21 maggio è stato abbattuto l’ultimo diaframma di roccia sul secondo binario, in direzione nord, della tratta Castagnola-Vallemme. Viene così completato uno dei tratti di scavo più insidiosi, delicati e complessi dell’intera opera ferroviaria, superando una vera e propria sfida geologica che ha messo alla prova le migliori competenze ingegneristiche e le maestranze del Paese.
L’infrastruttura è realizzata dal General Contractor guidato da Webuild per conto di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), con il prezioso supporto ingegneristico di FS Engineering (Gruppo FS Italiane) e sotto l’egida e la costante supervisione del Commissario straordinario di Governo, Calogero Mauceri.
La sfida dell’Appennino: rocce instabili, faglia e l’incognita del gas naturale
Il tratto appena completato non è una galleria come le altre. Si sviluppa per circa 2,8 chilometri per ciascun binario nel cuore profondo dell’Appennino ligure, collegando i cantieri di Vallemme (situato nel comune di Voltaggio) e di Castagnola (nel comune di Fraconalto), entrambi in provincia di Alessandria ma strategicamente legati all’accesso verso la Liguria.
Lavorare nel sottosuolo di questa porzione di territorio si è rivelato eccezionalmente complesso e ha richiesto uno sforzo straordinario. Gli ingegneri, i tecnici e gli operai hanno dovuto fare i conti con condizioni geofisiche severe e imprevedibili, che hanno imposto soluzioni quasi uniche nel panorama dello scavo sotterraneo:
Rocce estremamente instabili, friabili e soggette a forti spinte convergenti, che tendevano a chiudere i fronti appena aperti.
Presenza costante e insidiosa di gas naturale (metano), intrappolato negli strati rocciosi. Questa specifica incognita ha richiesto l’adozione di rigorose procedure operative di sicurezza, sistemi di ventilazione massiccia a ciclo continuo e soluzioni tecnologiche all’avanguardia per monitorare l’aria e proteggere la salute dei lavoratori.
Per ottimizzare i tempi e mantenere una progressione costante senza mai interrompere le attività nei cantieri, la macchina organizzativa ha gestito un’articolata operazione logistica, conducendo le attività contemporaneamente su quattro fronti di scavo.
Con questo medesimo slancio e superando analoghe difficoltà legate al territorio piemontese, sono stati completati anche gli scavi delle gallerie dell’interconnessione ferroviaria di Novi Ligure.
Questo specifico intervento rappresenta il punto di raccordo fondamentale per l’innesto della nuova linea ad alta capacità sulla rete esistente verso Torino e Milano, permettendo così di superare definitivamente i rigidi limiti di pendenza e velocità della linea storica dei Giovi.
I numeri del colosso sotterraneo
Gli scavi raggiungono il 96%. Con l’abbattimento del diaframma Castagnola-Vallemme, il traguardo finale dell’intera opera sotterranea del Terzo Valico è ormai a portata di mano.
I numeri aggiornati del progetto mostrano una fase di avanzamento rapidissima e ormai prossima alla conclusione della fase civile: gallerie totali previste dal tracciato: 86,9 km. Gallerie già interamente scavate e perforate: 83,0 km. Percentuale di avanzamento complessivo: 96%.
Questi dati testimoniano lo sforzo titanico di una macchina industriale che ha lavorato giorno e notte, muovendo milioni di metri cubi di roccia per ridisegnare la geografia dei trasporti del Nord Italia.
Un’opera strategica per l’Europa e il traino del Pnrr
Il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova non deve essere considerato come una semplice linea ferroviaria locale o un pur importante collegamento regionale. Si tratta di un’infrastruttura strategica a livello continentale, inserita stabilmente come elemento cardine del Corridoio europeo Reno-Alpi della rete TEN-T.
Questa rete rappresenta l’asse dorsale logistico che unisce i grandi porti del Mare del Nord (come Rotterdam e Anversa) con il cuore industriale dell’Europa centrale e i terminali del Mediterraneo.
Rientrando a pieno titolo tra i grandi progetti strategici finanziati dal Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sotto la diretta competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), il nuovo snodo punta a rivoluzionare due settori chiave:
La mobilità dei passeggeri: i tempi di percorrenza tra Genova e Milano si abbatteranno drasticamente. Muoversi tra le due città richiederà circa un’ora, trasformando di fatto l’asse ligure-lombardo in un’unica grande area metropolitana integrata.
Il trasporto merci su ferro: l’opera consentirà il transito di treni più lunghi, pesanti e performanti direttamente dal sistema portuale ligure (Genova e Savona) verso i principali hub intermodali del Nord Italia e dell’Europa centrale. Questo passaggio chiave favorirà lo shift modale dalla gomma alla rotaia, riducendo drasticamente le emissioni di CO2 in linea con i target europei di sostenibilità.
Il successo di questo ultimo, decisivo scavo, accolto con forte soddisfazione dai vertici del Ministero, è il frutto di una piena e costante sinergia istituzionale tra le Regioni Liguria e Piemonte, il Gruppo FS e i territori coinvolti.
Un traguardo che dimostra come, nonostante le grandi sfide imposte dalla complessa natura dell’Appennino, le grandi opere ingegneristiche italiane stiano procedendo con determinazione e tecnologie pulite verso il futuro della logistica integrata e sostenibile.

