La riapertura del Traforo del Tenda ha segnato una tappa fondamentale per la viabilità tra Italia e Francia, ripristinando un collegamento strategico tra le valli Vermenagna e Roja interrotto nell’autunno del 2020 a causa dei devastanti danni provocati dalla tempesta Alex.
L’infrastruttura costituisce un perno essenziale per la mobilità transfrontaliera, offrendo la via di comunicazione più rapida tra la provincia di Cuneo, l’Imperiese e la Costa Azzurra lungo l’itinerario europeo E74. In particolare, dalla città di Cuneo grazie alla strada statale 20 si raggiunge il Colle di Tenda in direzione sud per poi proseguire in Francia lungo la RD6204 dopo aver superato la galleria di valico e il confine (1.320 metri sopra il livello del mare).
La nuova galleria del Tenda
La nuova galleria, lunga 3.200 metri, dispone di una carreggiata di 6,5 metri di larghezza che comprende una corsia di marcia di 3,5 metri, una corsia di emergenza di 2,7 metri e una banchina di 0,3 metri.
L’opera è dotata delle più avanzate tecnologie di sicurezza, tra cui sensori di rilevamento incendi, gas e particolato, tutti collegati direttamente con la Sala Operativa Territoriale Anas di Torino per un monitoraggio costante e una gestione tempestiva delle comunicazioni agli automobilisti.
Gli interventi dopo la tempesta Alex
L’alluvione del 2020 ha reso necessaria una profonda revisione del progetto originario in ambito intergovernativo, portando alla realizzazione di opere impreviste come il nuovo ponte in acciaio sul fosso della Ca’ lungo 66 metri, costruito sul versante francese a seguito del crollo del viadotto storico.
L’investimento complessivo per i lavori, comprensivo degli interventi post-alluvione e del rifacimento degli accessi, ammonta a circa 210 milioni di euro.
La gara per il traforo storico
Parallelamente all’esercizio della nuova galleria, il piano di ammodernamento dell’arteria compie un ulteriore passo decisivo il 30 luglio 2026 con la pubblicazione da parte di Anas del bando di gara sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea per l’alesaggio e l’allargamento della canna storica ottocentesca.
Con un valore d’appalto pari a 120,12 milioni di euro su un investimento totale di circa 140 milioni, i lavori porteranno anche la seconda galleria a una larghezza di 6,50 metri, dotandola di corsia di emergenza e banchina per garantire il passaggio affiancato dei mezzi di soccorso.
Un sistema a doppio traforo
Al termine di quest’ultima fase di interventi, il sistema a doppio traforo entrerà a pieno regime garantendo la circolazione a senso unico in entrambe le canne: la struttura storica accoglierà il traffico proveniente dalla Francia in direzione Italia, mentre la nuova galleria ospiterà la circolazione dall’Italia verso la Francia.
Le due canne saranno interconnesse da bypass di emergenza pedonali e carrabili e condivideranno i medesimi standard tecnologici ad alta automazione, completando un’opera fondamentale per la sicurezza, la capacità di traffico e la tenuta economica dell’intero territorio del Nord-Ovest.
Il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi ha evidenziato come l’avvio della gara rispetti i tempi concordati a livello italo-francese, segnando un passo decisivo per la mobilità e la sicurezza del Nord-Ovest.
2020. La tempesta Alex si abbatte sul Tenda
Nell’ottobre 2020, la tempesta Alex ha causato gravi danni sul versante francese, tra cui il crollo del viadotto storico sulla RD6204 e del viadotto appena costruito sul fosso della Cà. Questi eventi hanno reso necessaria una riprogettazione completa degli interventi sul lato francese, oltre a misure di sicurezza e monitoraggio del versante.
Anche il versante italiano ha subito dei danni, seppur minori, come erosione concentrata e smottamenti. A causa dei danni riportati nell’alluvione il traforo internazionale del Tenda è stato chiuso e sono state effettuate le lavorazioni di sistemazione propedeutiche alla riapertura, tra le quali la realizzazione del nuovo ponte di scavalco del fosso del Cà, la modifica degli imbocchi delle due gallerie sul versante francese, la messa in sicurezza del vallone del Cà, la sistemazione idraulica del torrente Roya e molte altre opere minori.

